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A livello mondiale sono descritte circa 3000 specie di zanzare, poco più di 60 sono quelle segnalate in Italia.
Ad eccezione dell’Antartide, le zanzare sono diffuse su tutte le terre emerse.
Le Zanzare Tigre pesano in media circa 2,5 milligrammi. Le specie di maggiori dimensioni possono arrivare fino a circa 6 o 7 milligrammi.
La velocità di volo varia da specie a specie. In genere le zanzare possono arrivare ad una velocità massima compresa tra i 2 e i 3 km all’ora. Ne consegue che se stiamo correndo o ci spostiamo in bicicletta non possono letteralmente raggiungerci. Il problema c’è quando ci fermiamo.
In condizioni di laboratorio, gli adulti delle specie più comuni vivono fino a due mesi. In natura la loro vita è probabilmente più breve poiché esistono molti predatori: svariate specie di insetti, ragni, pipistrelli e uccelli insettivori. Inoltre, le zanzare adulte sono piuttosto fragili e possono essere uccise dal vento, dalla pioggia e anche dal clima secco.
Sotto ai 12-15° C le comuni specie di zanzare non sono attive. Alcune zanzare (Culex) svernano come femmine adulte. In autunno, una volta fecondate, si rifugiano all’interno di tane di animali o, in ambiente urbano, in edifici e cantine dove passano l’inverno in una sorta di letargo. In primavera, queste femmine si risvegliano, si nutrono di sangue e depongono le uova.
Alle femmine di zanzara occorre un pasto di sangue per ottenere le sostanze proteiche necessarie alla maturazione delle uova. Nel corso della vita una femmina di zanzara può deporre varie serie di uova e per ciascuna serie necessita di un pasto di sangue. In alcune specie, dette autogeniche, le femmine non hanno bisogno del pasto di sangue: sono, infatti, capaci di sfruttare le riserve proteiche accumulate durante la vita larvale per deporre le uova.
In genere ad una zanzara servono circa 2-3 milligrammi di sangue per la maturazione di una serie di uova. Se con una singola puntura non riesce ad ottenerne a sufficienza, può pungere ripetutamente anche più ospiti diversi.
Le zanzare femmine sono dotate di un apparato boccale strutturato grossomodo come una siringa ipodermica in miniatura con la quale perforano la pelle. Durante la puntura, la zanzara inietta una piccola quantità di saliva che facilita la penetrazione degli stiletti boccali e impedisce al sangue di coagularsi ostruendo così il sottile lume del canale alimentare. Questa saliva provoca una reazione allergica che varia da soggetto a soggetto e che è responsabile della sensazione di prurito e del gonfiore.
No. Ci sono specie legate principalmente a mammiferi diversi dall’uomo, altre specie che pungono in prevalenza gli uccelli, e altre ancora che attaccano rettili e anfibi. Infine, ci sono anche specie che non pungono mai perché sono capaci di maturare le uova utilizzando le riserve proteiche accumulate durante la fase larvale della loro vita.
Ci sono alcuni studi che evidenziano come certe persone sono attaccate con frequenza mentre altre sono punte più raramente.
Gli stimoli che guidano le zanzare nella ricerca delle prede sono conosciuti solo parzialmente. Per la maggior parte delle specie, lo stimolo più efficace a media e lunga distanza è l’anidride carbonica che viene emessa respirando e che evapora dal sudore. A più breve distanza tutta una serie di molecole chimiche, ancora in gran parte non identificate, possono fungere da attrattivi e repellenti e determinano o meno la puntura.
In Italia il rischio sanitario legato alla trasmissione di malattie da parte delle zanzare, benchè piuttosto limitato, è tuttavia reale. Negli ultimi anni si sono stati segnalati alcuni casi di encefalite causati da West Nile virus, un patogeno trasmesso principalmente dalle zanzare comuni. Durante l’estate 2007, si ? verificata sul territorio italiano un’epidemia di Chikungunya, una sindrome febbrile acuta causata da virus trasmessi dalla Zanzara Tigre. Entrambe le precedenti malattie presentano comunemente un decorso benigno. Tuttavia, non bisogna dimenticare che la Zanzara Tigre ? vettrice anche di gravi malattie virali, come febbre gialla e dengue, e che l’introduzione di questi patogeni ? un pericolo reale. La malaria? causata da protozoi del genere Plasmodium trasmessi all’uomo esclusivamente da alcune specie del genere Anopheles. Questa malattia ? stata eradicata dall’Italia sul finire degli anni ’40, ma alcune specie di zanzara responsabili della sua trasmissione, sebbene a densit? piuttosto ridotte, sono ancora presenti sul territorio nazionale. Tutti gli episodi di malaria rilevati oggi nel nostro paese si limitano a casi importati (viaggiatori e immigrati provenienti da paesi in cui la malaria ? endemica) e la possibilit? di una ripresa della trasmissione appare piuttosto improbabile anche se non del tutto trascurabile. Le filarie, elminti appartenenti ai nematodi, possono essere trasmesse a vari carnivori, soprattutto canidi, sia dalla zanzara comune che dalla Zanzara Tigre. Bench? rivestano una notevole importanza veterinaria, sul nostro territorio questi elminti hanno rilevanza sanitaria piuttosto limitata.
No. Le malattie trasmesse dalle zanzare sono causate da agenti patogeni che compiono almeno una fase del loro ciclo vitale, e spesso si moltiplicano, anche nella zanzara. In altre parole sono malattie anche delle zanzare. L’HIV non è in grado di infettare le zanzare. Quando una zanzara punge una persona sieropositiva i virus vengono attaccati e distrutti dal sistema digerente delle zanzare. Se una zanzara che non è riuscita terminare il pasto di sangue iniziato su un soggetto sieropositivo pungesse subito dopo un soggetto sano il numero di virus trasmessi non sarebbe sufficiente a determinare l’infezione.
I prodotti larvicidi hanno effetto solo sulle larve. In natura, le femmine adulte di Zanzara Tigre vivono per circa 2 o 3 settimane. Quindi, se avete cominciato con la prevenzione a metà estate, quando già le zanzare causavano grossi fastidi, potreste avere femmine adulte per ancora un paio di settimane. Per ottenere benefici immediati potete fare un trattamento contro gli adulti utilizzando un insetticida abbattente della linea SANDOKAN. Se la riduzione del problema è solo momentanea e periodicamente le Zanzare Tigre si ripresentano in gran numero, è molto probabile che nelle vicinanze del vostro giardino (nel raggio di circa 100 m) ci siano ancora focolai attivi. Ricontrollate a fondo la vostra abitazione alla ricerca di focolai nascosti, non dimenticando garage e terrazzi. Se vi accorgete che un vostro vicino non fa prevenzione, cercate di coinvolgerlo indicandogli di volta in volta il rimedio più opportuno. Una buona idea per sensibilizzarlo al problema potrebbe essere il regalo di un qualche prodotto SANDOKAN.
È vero. Molti comuni hanno emesso ordinanze che rendono la lotta alle larve della Zanzara Tigre un obbligo per tutti noi. Chi non mette in atto le adeguate misure preventive, è passibile di una sanzione amministrativa fino 103,00€. Conservate sempre gli scontrini d’acquisto dei prodotti larvicidi SANDOKAN da esibire agli addetti alla vigilanza.
Assolutamente No. Alle dosi di utilizzo, i larvicidi della linea SANDOKAN sono completamente innocui nei confronti di cani, gatti, e tutti gli altri animali che dovessero bere nelle acque trattate, anche subito dopo il trattamento. Questo vale anche per gli uccelli è quindi possibile trattare senza problemi bagnetti e abbeveratoi dedicati per i volatili selvatici.
Alle dosi consigliate i larvicidi della linea SANDOKAN non causano alcun problema a pesci e anfibi e tartarughe. In ogni caso non è necessario trattare le acque in cui si trovano i pesci perchè quasi tutte le specie sono predatrici delle larve di zanzara e provvedono da sole alla disinfestazione.
I prodotti larvicidi della linea SANDOKAN sono attivi sulle larve di tutte le specie di zanzara. Naturalmente, i trattamenti fatti contro la Zanzara Tigre colpiscono solo le specie che condividono con essa le stesse tipologie di focolai larvali, in particolare la Zanzara Comune (Culex pipiens). Interrompendo il ciclo di sviluppo di queste due specie si ottengono dei grossi benefici nella maggior parte delle aree residenziali. Sfortunatamente ci sono altre zanzare che compiono lo sviluppo larvale in fossi per l’irrigazione, aree paludose, golene, risaie, ecc e che, in certe zone e in certi periodi dell’anno, possono essere molto fastidiose. La lotta antilarvale contro queste specie esula chiaramente dalle possibilità del singolo cittadino che per difendersi dalle punture può affidarsi solamente ad insetticidi e prodotti per la protezione personale e dell’ambiente.
Diversi studi hanno dimostrato che il rame ha rilevanti effetti letali sulle larve di zanzara solo in quantità elevate: oltre i 20 grammi per litro d’acqua. Per questa ragione l’utilizzo del rame come larvicida è proponibile esclusivamente per i sottovasi. Non è consigliabile acquistare appositamente il rame per usarlo contro le zanzare perché risulta più costoso degli specifici prodotti larvicidi e non ha la stessa efficacia. È preferibile spelare dei vecchi fili elettrici inutilizzati e deporli lungo tutto il perimetro del sottovaso. Quando si ossidano, i fili perdono d’efficacia e devono essere sostituiti. Tra i ricercatori, l’utilizzo del rame desta non poche perplessità perché questo metallo pesante ha un impatto ambientale non trascurabile. Oltre a non offrire alcuna azione di controllo sulle zanzare, se immesso in focolai diversi dai sottovasi, soprattutto quelli a contatto con la rete idrica, il rame può determinare problemi di ordine ecologico.
Alle dosi di utilizzo tutti larvicidi della linea SANDOKAN non hanno alcuna azione fitotossica nei confronti di qualunque genere di piante. Pertanto possono essere impiegati in tutta tranquillità in ogni tipo di sottovaso, per disinfestare acque destinate all’irrigazione e nei laghetti con ogni sorta di pianta acquatica.
La tradizione popolare attribuisce a molte piante la capacità di mettere in fuga le zanzare e tenerle così lontane dai nostri giardini e dai nostri balconi. I più noti tra questi repellenti vegetali sono sicuramente i gerani. In effetti, gli oli essenziali estratti da alcune specie di gerani hanno, in forma concentrata, effetto repellente. Sfortunatamente lo stesso non si può dire per la pianta intera. Alcuni studi scientifici condotti negli Stati Uniti su varietà di geranio particolarmente odorose hanno dato risultati assai poco soddisfacenti.
I prodotti PMC della linea corpo Sandokan non recano danni a cotone, lana o nylon. Possono quindi essere utilizzati sulla maggior parte di t-shirt, camicie, pantaloni, calze e cappelli. Si sconsiglia invece l’applicazione su acetato, viscosa e tessuti elasticizzati o sintetici diversi dal nylon.
Per viaggi in zone dove le punture di insetti possono comportare la trasmissione di malattie, è consigliabile impiegare con regolarità BIO REPELLENT EXTRA STRONG. É comunque necessario ricordare che l’utilizzo di qualsiasi tipo di repellente cutaneo, benché riduca i rischi di contrarre una malattia trasmessa da insetti, non è un’alternativa a profilassi e vaccinazioni.
È possibile, ma si consiglia di farlo cautela, poiché i due prodotti possono interferire l’un l’altro. Se è proprio necessario usarli entrambi è raccomandabile applicare il repellente dopo la crema solare.
Per prima cosa è necessario agitare bene la bomboletta prima dell’uso. Il prodotto deve essere erogato tenendo la bomboletta in posizione più verticale possibile e il getto non deve mai essere direzionato verso persone o animali. Una precauzione importante è di non utilizzare il prodotto spray vicino a fiamme libere, apparecchi elettrici in funzione e fonti di calore.
La manipolazione di piastrine antizanzara non comporta alcun pericolo poiché i principi attivi che contengono si liberano soltanto quando le piastrine, inserite nell’emanatore in funzione, raggiungono la temperatura d’uso che è ben più elevata di quella umana.
Il fatto che i roditori si siano cibati delle esche assicura che stanno ingerendo dosi per loro letali di topicida. La spiegazione più probabile è che ci siano molti più roditori di quanto pensavate. In genere per ogni topo che si vede ce ne sono molti altri che non si vedono. Ricordate anche che, per il particolare meccanismo d’azione delle esche anticoagulanti, passano di solito dai 5 ai 10 giorni dall’ingestione di una dose letale di esca alla morte del roditore.
Poiché passano diversi giorni tra il consumo dell’esca anticoagulante da parte del roditore e la sua morte, è piuttosto difficile prevedere dove l’animale andrà a morire. I primi sintomi di emorragia in atto sono senso di affaticamento e stanchezza è quindi presumibile che, con l’aggravarsi dei sintomi, i topi intossicati diventino sempre meno attivi e muoiano per lo più nella tana o nelle sue vicinanze. È importante sottolineare che, soprattutto nel caso dei topi domestici, che hanno dimensioni ridotte e frequentano luoghi asciutti, il dissanguamento porta a una sorta di mummificazione e alla quasi totale assenza di fenomeni putrefattivi con emissione di odori sgradevoli. I ratti delle fogne si rintanano per lo più fuori delle abitazioni (che frequentano principalmente per la ricerca di cibo) ed eventuali cadaveri in prossimità delle tane non comportano in genere grossi problemi.
È estremamente improbabile che un gatto sia soggetto ad un avvelenamento secondario dovuto alla cattura di topi entrati in contatto con le esche SANDOKAN. Per intossicarsi con le esche ingerite dai roditori, un gatto dovrebbe mangiare una quantità di topi avvelenati pari almeno alla metà del suo peso corporeo nell’arco di pochissimi giorni.
Per aumentare le probabilit? che topi e ratti si cibino delle esche ? necessario assicurarsi di: 1- Posizionare i contenitori in luoghi dove si riscontrano segni dell’attivit? dei roditori, ad esempio lungo le loro piste, in prossimità di buchi o altre potenziali tane, dove si vedono spesso rosure o feci. 2- Impedire a topi e ratti l’accesso ad altre fonti alimentari mantenendo in armadi ben chiusi cibi per animali, sementi, farine, ecc. ed eliminando giornalmente la spazzatura.
No. Le esche alimentari sono attrattive solo a breve distanza. Infatti, è molto importante posizionare i contenitori Sandokan Esca Sicura nelle zone dove si riscontrano segni della presenza dei roditori.
Per poter colpire l’intero formicaio, e non solo le formiche operaie che escono alla ricerca di cibo, il principio attivo insetticida contenuto nelle esche Sandokan è studiato per non avere effetti letali immediati. In questo modo gli individui che si sono alimentati delle esche hanno modo di fare ritorno al formicaio e diffondere l’intossicazione alle altre formiche della colonia causandone, alla fine, il collasso.